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Tutto come Dio vuole

  • Immagine del redattore: Stefanina del Lino
    Stefanina del Lino
  • 26 feb
  • Tempo di lettura: 6 min

Di Stefanina del Lino

26/02/2026



Con riferimento alla notizia secondo cui, in alcune realtà parrocchiali, sempre più numerose, a causa della crescente carenza di clero e della difficoltà a garantire una presenza sacerdotale stabile in tutte le parrocchie, si sta valutando un più ampio coinvolgimento dei laici nella gestione pastorale delle comunità e nelle attività parrocchiali quotidiane.


Il mio proposito non è quello di creare un discussione, una contrapposizione alla Chiesa di cui mi sento pienamente parte ma, di comprendere.


Vediamo allora cosa è accaduto. Gesù era stato chiaro già con i farisei : il tempo della Chiesa che si limita ad "amministrare" il sacro attraverso codici e divieti era finito.

Dio si rivolge in vari mondi, attraverso i segni dei tempi, ad una Chiesa, quella cattolica, infondendo il concetto di come il sacro debba essere vissuto attraverso la carne e il sangue delle relazioni umane.


Dio mi chiamò ( mio malgrado !) negli anni '80, periodo di grande fermento sociale e di inizio di emersione, come un gigante pericoloso nascosto sotto le fondamenta della Chiesa di Roma, di quelle problematiche (scandali, scristianizzazione, carenza di clero) che Gesù aveva previsto.


Ma come si è presentato, il Maestro Divino,? Non come un burocrate del sacro, ma come Sposo Fedele e Padre Amorevole .

Il cuore di quella rivelazione era un atto generativo, un "matrimonio mistico", che portava con sé una frase scioccante: "Hai concepito mio figlio" . Quel "figlio" non era un'idea astratta, ma l'annuncio di un cambiamento, necessario.


Una doppia rivelazione, o meglio, conferma di rivelazione già in atto, come sempre, dato che le manifestazioni non cambiamo mai nulla ( quelle autentiche) ma casomai, approfondiscono, rafforzano, le Verità evangeliche. Doppia, in quanto Gesù nel tempo delle immagini, del corpo umano esibito come uno strumento di comunicazione, agisce con il Suo, quello originale, uscito da quanto più umano/divino ci ha lasciato: La sua vera immagine "stampata" miracolosamente nella Sacra Sindone.


Quale cambiamento? Cosa chiede Gesù per la sopravvivenza (concetto tutto genitoriale che oggi sembra mancare alla Chiesa di Roma) della stessa Chiesa? La Chiesa Latina scelse un'altra strada. Nel 1139 , con il Concilio Lateranense II, il celibato divenne legge assoluta. Perché? Non per dogma, ma per patrimonio . Bisognava impedire che i beni della Chiesa finissero in eredità ai figli dei preti. Abbiamo barattato la fecondità della famiglia con la protezione dei possedimenti e soprattutto, con la possibilità di donare la vita attraverso il sacerdote uxorato che, emblema di Cristo Sposo, oggi donerebbe gli stessi suoi figli, linfa vitale, alla Chiesa stessa.


Tutto deve ritornare come prima? Certo che no, la storia avanza e impara dagli errori del passato, non abbiamo più lo stesso clima, le stesse problematiche medievali, oggi abbiamo la libera scelta, dettata dall'amore per Dio.


Se, per onestà intellettuale, dobbiamo dire che la Chiesa di Roma cercò di porre rimedio alla crisi del clero di allora, pensando che le vocazioni ci sarebbero sempre esistite (ma allora le famiglie generavano 10 figli di media!), oggi dobbiamo comprendere come Dio sta svuotando le vecchie strutture per costringerci all'autentica volontà Divina, specchio di Dio Creatore: una Chiesa che non clericalizza i laici come "ripiego", ma che ordina padri di famiglia capaci di essere immagine di quel Padre Amorevole che ci ha parlato negli anni '80.

Il futuro non nascerà da una riforma a tavolino, ma da quella "concezione" dello Spirito che integra la fede nella carne e il sacerdozio nella famiglia.


I profeti di questa realtà furono i componenti del clero stesso, uno tra i tanti fu, già nel 1059 , il Vescovo Ulrico di Imola scriveva a Papa Niccolò II (il Papa che iniziò a stringere i bulloni del celibato) una difesa accorata dei preti sposati. Ulrico sosteneva che l'imposizione forzata fosse un errore contro la natura e contro la fede.


Il matrimonio non è un limite al sacerdozio, ma la sua incarnazione più alta. Un uomo che sperimenta la paternità, il sacrificio per la sposa e la cura dei figli non "amministra" la grazia; la trasmette perché la conosce nel profondo della sua umanità. Questa è la pienezza sacramentale del prete uxorato (sposato), che si distingue dal monastico (celibe per scelta ascetica), proprio come accadeva nei primi mille anni della nostra storia.

Spesso si confonde la Tradizione (con la 't' minuscola) , ovvero una prassi disciplinare, con il Dogma , che è una verità di fede immutabile. Il celibato sacerdotale nella Chiesa Latina appartiene alla prima categoria.



San Pietro era sposato (Gesù ne guarisce la suocera in Marco 1,30 ), San Paolo dice che il vescovo deve essere "marito di una sola donna" ( 1 Timoteo 3,2 ). E' soprattutto il secondo, Paolo ad essere stato censurato, questo è peccato, ergo sum direbbe qualche mio professore, noi cattolici viviamo nel peccato.

Ma Dio è Misericordioso, arriva per tratte le pecore a seguire le Sua voce, per guidare verso il bene e quindi la pace a patto che, le pecore lo ascoltino, oppure ci penserà il suo antagonista e mi pare che questo sia evidente, oggi.


In conclusione, esistono paragoni storici per farci capire che la Chiesa ha cambiato rotta su temi che sembravano "intoccabili", per mostrare la differenza tra disciplina e dottrina? , Certamente ! Eccoli:

Per secoli la Chiesa ha condannato in modo assoluto il prestito a interesse, considerandolo usura e quindi peccato grave contro l’ordine naturale, perché il tempo — si diceva — appartiene a Dio e non può essere “venduto”.

  • Con l’evoluzione dell’economia e dei sistemi finanziari, però, ha progressivamente distinto tra usura come sfruttamento ingiusto e interesse legittimo come compenso proporzionato, rivedendo così l’applicazione concreta della norma morale.

  • Sino agli anni '60, l'idea di celebrare la Messa in italiano o in inglese era considerata da molti un attacco alla sacralità e all'unità della Chiesa. Sembrava un pilastro eterno. Il cambiamento: Oggi la Messa in lingua locale è la norma.


Anche nelle Chiese dove esiste il sacerdozio uxorato, non mancano le difficoltà vocazionali (meno marcate delle nostre), per questo è importante avere una Chiesa unita e, comprendere come manchi la forza cattolica, ovvero la capacità di riconoscere gli interventi divini, le manifestazioni nella storia che richiamano tante anime, è questo il vero significato delle manifestazioni di cui sono stata oggetto e che ribadiscono il Cristo Sposo, Padre Amorevole.


In questo contesto si fa spesso ricorso ai laici per colmare i vuoti, ma va detto con chiarezza: i laici non potranno mai sostituire i sacerdoti. Non per una questione di dignità — che nel Battesimo è piena e reale — ma per ragioni teologiche e sacramentali precise:

  1. Solo il sacerdote ordinato può celebrare l’Eucaristia, cuore vivo della Chiesa.

  2. Il sacramento dell’Ordine conferisce una configurazione ontologica a Cristo Pastore ( e Sposo) che non può essere delegata.

  3. La guida stabile della comunità non è semplice coordinamento organizzativo, ma paternità spirituale.

  4. Clericalizzare i laici rischia di snaturare sia il sacerdozio ministeriale sia la vocazione propria dei fedeli nel mondo.


Il problema, dunque, non è “tappare i buchi”, ma permettere che la Chiesa ritrovi la sua forma piena. Perché ciò che oggi appare come crisi potrebbe diventare occasione: occasione perché spunti, come un bellissimo germoglio dopo un lungo inverno, il vero volto di Cristo Risorto, Sposo eterno della Chiesa.

Non un’organizzazione che sopravvive, ma una Sposa che rifiorisce. Non una gestione d’emergenza nata a tavolino, ma una generazione dentro al cuore di ognuno.

Se la Chiesa avrà il coraggio di lasciarsi guidare dallo Spirito, ciò che oggi sembra mancanza potrà diventare promessa, una nuova bellissima primavera.





MAPPA CLERO UXORATO CHE RICONOSCE IL PONTEFICIE ROMANO


La suddivisione è tra monaci e uxorati, come Gesù vuole che rimanga:


I Melchiti (Patriarcato di Antiochia, Alessandria e Gerusalemme)

Questa è una delle prove più forti. Il Patriarca melchita ha sede anche a Gerusalemme ed è in piena comunione con Roma.

  • La realtà: I loro preti si sposano regolarmente (prima dell'ordinazione) e vivono con le loro famiglie in Terra Santa, Siria e Libano.

  • L'argomento: Se un cattolico ti dice "Il prete deve essere celibe per essere come Cristo", tu puoi rispondere: "Quindi i preti cattolici melchiti che vivono proprio nei luoghi dove ha camminato Cristo e sono sposati, sono meno cattolici degli altri? Il Papa non la pensa così."

2. I Maroniti (Libano e Terra Santa)

È l'unica Chiesa orientale che è sempre rimasta fedele a Roma, senza mai separarsi. Anche loro hanno una lunga tradizione di clero sposato.

  • Nota bene: Sebbene negli ultimi secoli ci sia stata una forte influenza latina (che ha spinto verso il celibato), la tradizione del sacerdozio ammogliato è ancora presente e legittima.




 
 
 

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